E’ con grande soddisfazione che apriamo il ciclo dei ‘report’ relativi ai viaggi botanici che la nostra azienda avrà il piacere di condividere con chi visita questo sito. Immagini, sensazioni e persone caratterizzeranno questa rubrica che a intervalli non regolari saranno pubblicati.
Gli Stati Uniti sono stati il teatro del nostro viaggio che ha toccato la California, il Nevada e l’Arizona, Stato, quest’ultimo, che ci ha visti costeggiare il Lake Mead, il bacino idrico artificiale che ha reso possibile la costruzione di una città in pieno deserto, Las Vegas, entrare in Arizona con la freeway 93 (vedi foto 478) passando per un primo tratto di pianura desertica in mezzo ad una foresta ricca di Joshua Tree o Yucca brevifolia per poi oltrepassare una zona rocciosa dove abbiamo fatto i primi emozionanti incontri con grandi esemplari di Saguaro o Carnegia gigantea (foto 500 e 502). Ambienti dove la natura è forte, dove la mente è immersa in una contemplazione solenne, senza tempo, nessun commento tra di noi, l’atmosfera stessa era il senso del tutto.
Al ‘The Mohave Museum of History & Arts’ di Kingman è ben riportata la storia di questa città mineraria sorta 150 anni fa in mezzo al deserto dei Mojave, oggi parco nazionale e riserva della storica tribù indiana. Qui ci siamo trovati a fare confidenza con le persone del gift shop del museo che erano entusiaste di conoscere persone provenienti da Roma. In questo luogo, al fianco di curatissime aiuole pubbliche caratterizzate da ogni tipo di cactus, passa la ’66 Historic Route’, la mitica arteria ‘interstate’ che ha permesso lo sviluppo dell’ovest del paese con inizio a Chicago.
(foto 490 e 491)
Il viaggio è proseguito verso sud sempre attraverso la freeway 93 con destinazione Phoenix, la capitale dove non potevamo non visitare il ‘Desert Botanical Garden’ (foto 2, 5 e 507). Un vero e proprio sogno ad occhi aperti per gli appassionati di cactacee e succulente dove spendere al meglio dieci dollari, quelli del biglietto. Qui una fondazione privata non-profit ha riprodotto gli ambienti desertici più tipici con tracciati a tema, da sottolineare il wildflower trail, il desert herb garden trail, il sonoran desert nature trail, il plants e people of the sonoran desert trail con i protagonisti di fauna e flora spiegati esaurientemente sia dalle tabelle disseminate in giro per i tracciati sia dai volontari, ben lieti di assistere i visitatori. Un centro di eccellenza che contribuisce all’educazione, alla ricerca, all’esposizione e alla conservazione delle piante desertiche di tutto il mondo con particolare enfasi per quelle del sud-ovest degli Stati Uniti. Per maggiori info www.dbg.org.
Sperando di aver saputo esprimere al meglio quanto raccontato in queste righe ringrazio ogni lettore per l’attenzione e.. ..al prossimo report!
Paolo Cecchetti
23 febbraio 2007